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Alessandria

"Caso Molina": "i soldi non ci sono per i cittadini, mentre per gli amici si trovano"

Prosegue il botta-risposta tra Movimento 5 Stelle e Lega Nord sul caso dell'assunzione del coordinatore dell'ufficio di gabinetto del sindaco Cuttica, Roberto Molina. Alla risposta del Carroccio, ribatte nuovamente il Movimento. Ma ad intervenire con precisazioni c'è anche la giunta comunale che sta valutando la possibilità di un "danno d'immagine" da imputare ai grillini
 ALESSANDRIA - Il primo a sollevare il polverone sul neo coordinatore dell'ufficio di gabinetto del sindaco Cuttica, sulle modalità di selezione e sul compenso è stato il Movimento 5 Stelle.  Da qui è scoppiato un vero e proprio " caso Molina" che ha visto la risposta da parte della Lega Nord, che ha puntato il dito contro i grillini, parlando di "demagogia di chi usa due pesi e due misure" e puntando il dito sulle scelte dei pentastellati in altre città nelle quali amministrano, prima su tutte la più vicina a noi Acqui Terme.

Una "provocazione" come l'hanno definita i 5 Stelle che rispondono nuovamente al Carroccio. "La procedura di assunzione del segretario cittadino della Lega Nord Piemont Roberto Molina come capo di gabinetto del Comune è avvenuta attraverso una procedura che noi e i nostri consulenti legali riteniamo illegittima. Valuteranno la Procura, la Corte dei Conti ed il TAR la presunta illegittimità del contratto".

"La reazione della Lega è da manuale, incapace di giustificarsi nel  merito tenta di spostare l'attenzione su vicende del tutto estranee alla nostra città" hanno sostenuto i 5 Stelle. "Il dato di fatto che salta agli occhi però è che noi alessandrini, grazie alle amministrazioni di centrodestra e centrosinistra paghiamo tutte le tasse e al massimo. Siamo costretti a sborsare 150 euro ogni anno solo per iscrivere i nostri figli alle mense scolastiche, TARI e TASI massacrano famiglie e imprese, le strade dissestate si allagano ogni volta che piove. Tagliano i fondi su tutti i servizi e ogni volta che si chiede di fare qualcosa la risposta è che 'non ci sono soldi'. In realtà però per assumere gli 'amici' i soldi si trovano sempre".  "Qualcuno, in comune, ha perso il senso della realtà. Loro sono usciti dal dissesto, Noi no!".
 
Ma a voler mettere i puntini sulle "i" e a chiarire alcuni dei punti ritenuti "illegittimi" dai pentastellati è stata direttamente la giunta comunale di Palazzo Rosso con un lungo comunicato stampa che cita articoli, norme e leggi che sembrano confermare come sia stato fatto tutto a regola d'arte nell'incarico di Molina: "Cari 5 Stelle Alessandria non è Roma".

"Questa Amministrazione non potrebbe non apprezzare un’opposizione costruttiva, quale fattore di crescita collettiva, di confronto e di democrazia partecipata. Diversa e non giustificabile è la mera critica, finalizzata esclusivamente ad insinuare in chi legge il sospetto di una cattiva gestione, che rimane fine a se stessa e anzi necessita di doverose precisazioni, intese a ristabilire l’obiettività dei fatti: come dire non solo chiacchiere ma norme alla mano".

"L’art. 90 del D.lgs. 267/2000 dispone che il Regolamento degli Uffici e dei Servizi possa prevedere la costituzione di uffici posti alle dirette dipendenze del Sindaco, della Giunta e degli Assessori, ovvero collaboratori assunti tempo determinato. Poiché il vertice politico dell’ente ha espresso la volontà di avvalersi di un collaboratore, quale supporto alla propria funzione di indirizzo politico, si è reso necessario adeguare i contenuti del vigente regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi a quelli dettati dall’art. 90 c. 1, atto in assenza del quale si sarebbe sì consumata una illegittimità, per contrasto con la predetta disposizione normativa" precisano dal Comune. "Con la successiva deliberazione nulla è stato innovato rispetto all’atto in precedenza adottato: sarebbe bastato confrontare i due testi, piuttosto si è provveduto alla rettifica di un errore rilevante sotto il profilo contabile."

Poi sulla forma contrattuale la giunta risponde così: "Quanto alla configurazione giuridica del rapporto che può essere instaurato con i soggetti che fanno parte dell’ufficio di staff, la stessa norma al c. 2 specifica che 'Al personale assunto con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato si applica il CCNL del personale degli Enti Locali' e ancora, il comma 3- bis del ridetto art. 90, introdotto dall’art. 11, comma 4, del D.L. 90/2014, statuisce che il trattamento economico può essere parametrato a quello dirigenziale, prescindendo dal titolo di studio".

La norma altro non fa che svincolare la natura dell’attività svolta rispetto al trattamento retributivo, prevedendo espressamente la possibilità di derogare ai requisiti di accesso alla qualifica, fermo restando che l’Ente è tenuto comunque a garantire il rispetto dei canoni di ragionevolezza e di buon andamento dell’azione amministrativa. Ciò che si richiede al personale da assumere è la professionalità utile per lo svolgimento delle funzioni tipiche e proprie dell’ attività di supporto al Sindaco, unico soggetto abilitato a valutare la sussistenza delle caratteristiche specifiche del ruolo in capo al proprio collaboratore, tenuto conto della dimensione e complessità dell’Ente. Il trattamento economico deve essere commisurato alle competenze professionali richieste in relazione alle caratteristiche ed alla complessità dell’incarico oltre che alla temporaneità dello stesso. E' quanto viene scritto a precisazione nel comunicato stampa da Palazzo Rosso.

La giurisprudenza contabile, alla quale prudenzialmente ci si è ispirati, ha già svariate volte affrontato il tema, evidenziando in particolare tre aspetti che devono essere osservati:
1) Necessità del ricorso al contratto di lavoro a tempo determinato
2) Preclusione dello svolgimento di compiti di gestione
3) Conseguente non configurabilità dell’inquadramento ex art. 110 del TUEL.
"Nessuna delle predette condizioni è stata violata e solo un disattento ed impreparato lettore dei contenuti delle deliberazioni adottate dalla giunta comunale previa acquisizione dei prescritti pareri, oltre che del contratto individuale di lavoro, potrebbe confondere il rispetto degli indirizzi dettati dalla Corte dei Conti, con numerose pronunce, con un 'escamotage' per aggirare le norme".

Questo sembra essere tutto quello che l'amministrazione comunale aveva da dire per mettere fine al caso: "nient’altro da aggiungere se non nelle sedi competenti, ed infatti è in corso la valutazione della sussistenza di un danno grave all’immagine dell’Ente e dell’Amministrazione tutta. Cari 5 Stelle, per contrastare la legalità e la presa di distanze da logiche di spartizione concertata delle poltrone e prebende bisogna utilizzare altri strumenti, non basta qualche articolo di stampa dai contenuti poco accorti".

 
14/11/2017

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