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Lo Spazio

Cascina Rosa: “amiamo i nostri cani come fossero figli”

Ci sono Dixie, abbandonato a 13 anni, e Jack, barboncino di 21 anni, “nonnino” del gruppo. E naturalmente l’emergenza freddo, le risorse scarse, ma anche l’entusiasmo e la passione di tanti volontari. Vi raccontiamo un pomeriggio al canile di Alessandria, tra difficoltà e progetti per il futuro
ALESSANDRIA - Dixie (nella foto) ha 13 anni, ed è un cagnone davvero buono e domestico. Ti guarda con occhio malinconico ma assai dignitoso, e Elisabetta, la volontaria dell’Ata, spiega che la sua famiglia ha rinunciato a lui, e lo ha portato al canile, dopo 13 anni di vita in casa. Intanto arriva Jack, un barboncino di 21 anni, abbandonato quando ne aveva 16, che con la sua bella mantellina invernale sgambetta per il cortile, e anche se è quasi cieco fa gli onori di casa.

A Cascina Rosa, il canile rifugio di San Michele (di fronte al carcere di Alessandria, in mezzo ai campi coltivati, ma facilmente raggiungibile in auto) in un pomeriggio feriale di gennaio, sei accolto dalla vitalità rumorosa dei circa 110 ospiti, ma anche dalla cordialità dei volontari che, dividendosi mansioni e orari, assicurano ai loro amici cani un’assistenza diurna 7 giorni su 7. “Eh sì – sottolinea Elisabetta, che fa parte del nucleo storico dei volontari che nel 1988 diedero vita all’Ata di Alessandria – non li abbandoniamo di certo, i nostri animali, neppure quando il tempo è pessimo, come in questi giorni. Anzi, a maggior ragione siamo qui, perché ora hanno più bisogno di noi”. Ci accompagna in una visita guidata della struttura, in cui i segni dell’usura del tempo ci sono eccome, ma ampiamente compensati dalla cura e dall’impegno di chi ci opera. “Qui per loro è come un albergo a quattro stelle, ma ci ripagano davvero con affetto e riconoscenza totali, anche se ognuno ha il suo carattere, e alle spalle una storia mai semplice, fatta anche di abbandono o maltrattamenti”, spiega la volontaria dell’Ata. Mentre ci mostra la cucina, dove la pasta cuoce sul fuoco dentro un enorme pentolone, Elisabetta sottolinea l’importanza del rapporto affettivo tra uomini e cani: “anche se non abbiamo il tempo materiale di dedicarci ad ognuno in maniera approfondita, basta poco per mostrare loro il nostro affetto. E i cani sono animali davvero intelligenti, capiscono tutto”.

Sul piano alimentare, la dieta equilibrata è assicurata da un’alternanza tra carne tritata, pasta e pane, “ma anche crocchette particolari nei casi in cui la salute di questo o quell’animale lo richieda. Un gruppo di veterinari ci garantisce assistenza costante, perché naturalmente quando arriva un nuovo ospite è indispensabile una procedura di controlli sanitari, vaccinazioni, sterilizzazioni per le femmine, profilassi per malattie letali come la filariosi. E, chiaramente, ospitando più di cento cani, qualcuno malato o bisognoso di assistenza medica c’è sempre”. Sono una trentina, i volontari “attivi” a Cascina Rosa, ma i soci dell’associazione sono più di trecento, e tanti anche i semplici simpatizzanti che passano ogni tanto al rifugio, e che comunque contribuiscono con donazioni alla sua sopravvivenza.

E’ Elena Gamalero, da circa tre anni presidente dell’Ata, ad aiutarci a ricostruire un tratto di percorso, e soprattutto a guardare avanti, tra esigenze e risorse scarse, ma anche enorme entusiasmo e partecipazione: “ho cominciato a fare volontariato nel 1997 – spiega – più o meno quando abbiamo aperto Cascina Rosa: ma l’Ata è nata molto prima, e la prima struttura ricettiva era a Casalcermelli. 25 anni dopo, siamo ancora qui, sempre più motivati e felici del tempo che riusciamo a dedicare ai nostri cani: li trattiamo davvero come figli, e noi ci sentiamo una grande famiglia. Pazienza se qualcuno penserà che siamo pazzi: provino a venire a trovarci, e capiranno che non è così”.

Ma quanti cani “transitano” per Cascina Rosa? “Ogni anno riusciamo a trovare casa a 80-90 di loro, che vengono naturalmente subito sostituiti da altri “trovatelli”, randagi o anche cani che per tanti motivi non possono più restare nelle case di origine. Si va dai sequestri giudiziari per maltrattamenti, ai casi in cui il cane rimane solo per la morte del padrone, e non ce nessun altro che può o vuole occuparsi di lui. Noi non rifiutiamo mai nessuno, li accogliamo tutti. E, nei casi di “adozioni”, non ci scordiamo certo di loro. Conserviamo un rapporto con chi li accoglie a casa, andiamo a trovarli, e in qualche caso ci è anche capitato di riportarceli indietro, quando abbiamo constatato che non si trattava della famiglia giusta, diciamo così”. Capitolo sempre delicato, quello delle risorse finanziarie: “I costi annuali di mantenimento della struttura – sottolinea Elena Gamalero – sono certamente elevati, soprattutto sul fronte del cibo e dell’assistenza sanitaria. Ma possiamo contare sull’aiuto di tutti i soci, e di tanti amici che non ci hanno mai abbandonati”.

Sul fronte pubblico, le dolenti note
: “Il Comune di Alessandria sulla carta ci garantisce un contributo, ma abbiamo un insoluto di oltre 100 mila euro dal 2010 ad oggi, del resto la situazione generale dell’ente è nota a tutti. Per fortuna però esiste, sia con il sindaco Rossa che con l’assessore Ivaldi, una forte affinità: entrambi amano molto gli animali, hanno una sensibilità molto simile alla nostra. Ricordo che Rita, ben prima di diventare sindaco, è sempre stata nostra simpatizzante, e veniva al canile con sua figlia, a far sgambettare qualche nostro cagnone. Quindi sappiamo che faranno il possibile. C’è un progetto per la realizzazione di un nuovo canile, moderno e attrezzato, in zona D3. Il terreno è già stato individuato, e a regime dovrebbe poter ospitare anche il canile sanitario e il gattile (che oggi si trovano nei pressi del cimitero di Alessandria, ndr), e un cimitero per gli animali per il quale ci battiamo da anni”. Ma Elena Gamalero segnala anche l’esistenza di una seconda struttura ricettiva:
“gestiamo anche un piccolo canile rifugio a Precetto: si chiama Casa di Licia, e ospita circa 20 cani dei comuni limitrofi. E’ davvero una piccola oasi in collina, con un percorso odoroso per i non vedenti, uno spazio esterno molto piacevole dove noi a volte organizziamo merende e chiacchierate
Purtroppo è un po' fuori mano e quindi poco visitata, ma in primavera è davvero un posto da sogno!”

Cosa può fare chi volesse dare una mano in qualche modo ai volontari di Cascina Rosa, o adottare un cane? “Innanzitutto venirci a trovare direi – dice la presidente Ata – per rendersi conto con mano dell’umanità che c’è in quel che facciamo. Cascina Rosa è aperta al pubblico il martedì e giovedì dalle ore 15 alle ore 17, e il sabato e domenica dalle 10 alle 12. Naturalmente è possibile anche consultare il nostro sito, www.associazionetutelaanimali.org, o scriverci a contatti@associazionetutelaanimali.org Saremo lieti di dare tutte le informazioni del caso, e soprattutto di invitare le persone ad una visita della nostra struttura, per conoscere i nostri amici a quattro zampe”.
31/01/2013

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