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Alessandria

Bonus nidi: "Non rendiamolo un contributo 'esclusivo'". Ma la proposta della minoranza non passa

Il Consiglio comunale ha affrontato la proposta dell'amministrazione comunale per il rimborso di una mensilità alle famiglie che hanno un figlio all'asilo nido comunale. Già in commissione il PD aveva sollevato alcuni dubbi sulla "mancanza di equità sociale" in questa modalità, senza limite ISEE e con il fatto che non è cumulabile con altri bonus. D'accordo a rivederlo anche M5S, Quarto Polo e Moderati....ma dalla giunta e dalla maggioranza nessuna marcia indietro
 ALESSANDRIA - Un provvedimento “positivo” almeno per le famiglie che hanno un figlio all'asilo nido comunale. Ma che rischia di diventare “esclusivo” nel senso stretto del termine. Almeno questa è la visione di buona parte dei gruppi di minoranza (PD, Movimento 5 Stelle, Quarto Polo e Moderati) seduti in Consiglio Comunale dove il provvedimento proposto dall'assessore comunale Silvia Straneo è stato presentato.

Alcuni aspetti di critica sulla “mancanza di equità sociale” per l'impostazione del provvedimento che prevede un rimborso di una mensilità per il periodo gennaio- giugno 2018 ma senza limitazioni di fasce di reddito e che non si può andare a sommare ad altri bonus che già si hanno, erano già emersi nel corso di una commissione consiliare. E quelle stesse perplessità, non condivise dall'amministrazione, sono state ripresentate sotto forma di “emendamento” in sede di Consiglio.

Due proposte di “modifica”, a firma del consigliere Vittoria Oneto che riguardano da un lato le categorie di famiglie che potrebbero beneficiarne, ovvero “le famiglie residenti con reddito ISEE entro i 30 mila euro”; dall'altro invece l'ammissibilità alla presentazione di questo bonus, “non restringendo cioè il campo a chi prende già altri contributi e quindi eliminando il fatto che questo contributo non sia cumulabile con altre sovvenzioni di altro genere (tipo il bonus per le famiglie più in difficoltà dell'Inps)”.

Una posizione chiara, almeno sotto il profilo politico della questione: “evitare che così non ci sia equità sociale, agevolando di fatto le famiglie che hanno oggi meno bisogno, che hanno meno difficoltà economiche”. Che secondo i dati in possesso dell'ex assessore Oneto sarebbero la stragrande maggioranza: “sui 179 iscritti ai nidi, 43 famiglie sono quelle che non presentano ISEE e che non richiedono quindi un'agevolazione sulla retta. Per queste famiglie sul totale dei 39 mila euro messi a disposizione cumulerebbero un contributo di 21 mila, essendo quelle con le rette più alte. Essendo le famiglie che hanno meno necessità di sovvenzione rispetto ad altri”.

Una impostazione politica e culturale, sostenuta anche da altre forze. Michelangelo Serra (M5S) sostiene almeno la possibilità di renderlo cumulabile con altri aiuti. E anche Oria Trifoglio del Quarto Polo aggiunge: “oggi quasi tutte le famiglie vivono la crisi. Ma il criterio del reddito ISEE o si utilizza su tutto o si abolisce. Gli investimenti, specie se si fanno sulle famiglie devono seguire e avere un criterio. Questo non rispetta il criterio di equità sociale”.

Tutte richieste “bocciate” sia a livello di parere “tecnico” che “politico”. Per l'assessore Straneo non si tratta di mettere in discussione “l'equità sociale”. Il provvedimento è stato impostato sulla base di quanto già predisposto e votato per i nidi privati. Inoltre per le poche famiglie cui si fa riferimento (quelle che rientrano nella fascia più alta) bisognerebbe mettere in modo la macchina comunale e sottrarre tempo ai dipendenti per ulteriori controlli sull'ISEE.
E a dare man forte all'amministrazione sono stati diversi rappresentanti della maggioranza. Dal consigliere in quota Lega Danilo Autano che ha parlato “oggi di una maggiore discriminazione per chi lavora rispetto a chi non lavora”. Dalle fila di Fratell' d'Italia si alza il grido di sostegno al “ceto medio, che per una volta non viene denigrato”.

Insomma sulla questione sociale vince tra i banchi della maggioranza di governo di Palazzo Rosso anche la tesi “salviniana” alla base di alcune proposte del Governo centrale come la “flat tax”, ovvero che “se si aiuta chi ha di più (o ha meno bisogno di altri, in base alla lettura che si dà, ndr) c'è anche una riconversione in investimenti e in spesa di questo denaro”. Quindi, nel caso alessandrino....se si restituisco 500 euro di una mensilità a chi rientra nella retta più alta, perché ha un reddito più alto questo denaro sarà rinvestito da questa famiglia nell'economia e nel commercio alessandrino? A ognuno la propria risposta.
10/06/2018

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