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Alessandria

Bios: “Nessun nesso tra ispezione e stipendi: ma l’emergenza continua!”

I vertici della cooperativa alessandrina confermano la visita della Guardia di Finanza (“normali controlli periodici”) e sottolineano: “nessuna riduzione degli stipendi, ma crisi di liquidità sempre più grave, se Asl e Consorzi non ci pagano i servizi”
ALESSANDRIA - “Non c’è nessun nesso tra l’ispezione della Guardia di Finanza, che fa parte di una politica di controlli avviati sul comparto delle cooperative sociali, e l’emergenza stipendi, con la quale siamo costretti a confrontarci, come tante altre realtà come la nostra, a causa dei cronici ritardi nel pagamento dei servizi da parte dei committenti pubblici”. Così i vertici di Bios, una delle principali realtà della cooperazione sociale alessandrina e piemontese, smentiscono le voci di un nesso tra due vicende che si sono accavallate in queste ore. Da un lato l’ispezione della Guardia di Finanza, “che ha deciso di sottoporre le cooperative sociali a legittimi controlli”, dall’altro la questione stipendi dei circa 600 soci/lavoratori. Che in questi giorni hanno ricevuto soltanto il 90% dello stipendio di ottobre, “ma il 100% dei contributi” (i lavoratori delle cooperative ricevono generalmente la retribuzione entro il 20 del mese successivo, ndr), e che il mese prossimo potrebbero ritrovarsi nella stessa situazione. “Stiamo verificando la realtà, provincia per provincia”, dicono alla Bios, cooperativa che lavora con Asl, Ipab e Consorzi socio assistenziali di tutto il Piemonte, “perché ci sono nostri clienti, come la Asl di Biella, che ci pagano regolarmente, e che giustamente ci chiedono di fare lo stesso con i lavoratori che forniscono loro i servizi”. Per cui, pare di capire, ci si potrebbe ritrovare presto con una situazione “a macchia di leopardo”, con i soci della cooperativa che operano su territori “virtuosi” retribuiti a stipendio pieno, e altri (tra cui gli alessandrini) con stipendio ancora ridotto. “Però sia chiaro”, ribadiscono alla Bios, “che non si tratta di riduzioni di stipendio, ma soltanto di una situazione temporanea (o almeno così speriamo) legata a inadempienze nei pagamenti da parte di nostri interlocutori della pubblica amministrazione, che ci generano una grave mancanza di liquidità”. Nell’alessandrino, in particolare, Bios opera con un centinaio di addetti, per lo più nel capoluogo, e gestisce in città la casa di riposo Basile e l’asilo Il Campanellino, oltre ad alcuni servizi socio assistenziali per conto del Cissaca. E, ancora, la comunità per disabili l’Arca, e l’emergenza profughi nordafricani a Novi, Solero e Castelnuovo.
La situazione delle cooperative nell’alessandrino rimane comunque critica nel suo insieme, e nei prossimi giorni potrebbero levarsi altri segnali di emergenza, con ipotesi di riduzione anche drastica dei servizi, se da parte dei committenti pubblici non arriveranno segnali concreti di “riapertura” dei rubinetti dei pagamenti dovuti. Pochi giorni fa Cesare Balsamo, presidente provinciale di Confcooperative, è arrivato ad ipotizzare per il comparto una richiesta di moratoria fiscale,in mancanza della quale il comparto potrebbe presto arrivare al collasso.
30/11/2012

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