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Alessandria

Bilancio: confermato il pareggio. Ferraris: "non c'è nulla di miracoloso!"

Confermato il pareggio di bilancio da inviare entro il 3 febbraio al Ministero dell'Interno. Ferraris: "La posta dei 32 milioni viene neutralizzata nel solo anno 2013. E inoltre minori sono le spese: 88 milioni anziché 93". Ora si attende il parere dei Revisori e il voto in Consiglio comunale sabato 1 febbraio
 ALESSANDRIA - Il 3 febbraio è ormai alle porte: entro questa data l'amministrazione comunale termina la fase istruttoria per l'Ipotesi di Bilancio stabilmente riequilibrato con il Ministero dell'interno. “Siamo alla terza e definitiva versione” ha spiegato l'assessore al Bilancio nell'omonima commissione consigliare che si è svolta nella mattinata di ieri, 29 gennaio, e che sarà riconvocata anche nella giornata di venerdì per il parere del Collegio dei Revisori. Il tutto in vista del passaggio di questo atto in Consiglio comunale sabato 1 febbraio. L'Ipotesi di bilancio è quella che risponde alle ultime osservazioni pervenute dal Ministero, nelle prime settimane del nuovo anno, e che proseguirà il suo iter prima col confronto del Ministero, poi della Commissione per la stabilità finanziaria: solo a questo punto si saprà se il bilancio del Comune di Alessandria sarà approvato dallo Stato centrale, oppure se si verrà “bocciati” e di conseguenza commissariati.

Ma intanto, nell'attesa, la conferma di un “pareggio di bilancio” arriva proprio dall'assessore Ferraris: “un bilancio rivisto, alla luce della contabilità reale di cui siamo in possesso oggi, rispetto al 15 ottobre dell'anno appena concluso. Un bilancio che ha sorpreso anche noi, ma che non ha nulla di miracoloso nel raggiungere il pareggio!”. La prima questione toccata dal Ministero faceva riferimento alla tanto discussa posta dei 32 milioni della massa passiva: “noi confermiamo questa posta, dopo la legittimità venuta da più organi”. Quello che veniva messo in discussione era infatti il legame con il bilancio pluriennale, sul quale si sarebbe dovuta spalmare: “la città ha diritto a questo credito – spiega esemplificando Ferraris – Ma è come se questi 32 milioni fossero lo stipendio di un lavoratore. Cosa succede alla comunità (al lavoratore) nel momento in cui questa somma è solo sul cedolino dello stipendio, ma non si traduce poi in denaro effettivo?Come la si fa la spesa?”.

Oggi quello che è stato fatto su questa posta in bilancio è stato “sterilizzare il rischio dello squilibrio finanziario” (ovvero hai lo stipendio, ma non i soldi sul conto) procedendo con un fondo svalutazione sui 32 milioni al 100%. Questa svalutazione totale, questa “neutralizzazione” del credito verso l'Osl, Organismo straordinario di liquidazione, è stata fatta interamente (e solo) nell''anno 2013, senza andare ad intaccare gli anni successivi e quindi il bilancio pluriennale. In questo modo il “prelievo forzoso non ha più effetti su 2014 e 2015, perché ad essere stato modificato è il solo 2013”. Questo rappresentava infatti la perplessità del Ministero e questa è l'impostazione che ha creato problemi: 32 milioni di entrate e 16 milioni nel fondo svalutazione. La differenza dei restanti 16 milioni da recuperare negli anni successivi (questa l'impostazione al 15 ottobre), significava per questi anni “dover spendere meno” perché rappresentava una spesa tesa a coprire “un rischio” e che non poteva pertanto essere utilizzata per altro. Detto in termini tecnici, il cosiddetto “risparmio forzoso”. E questo rappresenta un primo punto (o almeno un primo punto e virgola) messo.

Altra questione “positiva” presentata dall'assessore Matteo Ferraris è sulle spese dell'ente: “abbiamo chiuso la contabilità al 31 dicembre 2013 e si è rilevata una spesa corrente più bassa di quanto era stato preventivato. 88 milioni al fronte dei 93 previsti. Questo miglioramento della spesa ha permesso di poter inserire delle poste che al 15 ottobre, nella prima versione dell'Ipotesi di Bilancio, non eravamo in grado di prevedere. Oggi sì”.  Valori di saldo migliori anche sul consuntivo 2012: “il conto finanziario del 2012 è in continuo aggiornamento. Noi – prosegue nella spiegazione l'assessore al Bilancio – non abbiamo dei 'veri' bilanci, ma abbiamo 3 ipotesi, che significa tre bilanci aperti con numeri che continuano a raffinarsi”. Ecco come: i 12 milioni di disavanzo nel bilancio 2012 si erano già dimezzati a -6 milioni, ovvero il 2012 è un anno in perdita, ma la stima era maggiore di quella poi accertata. “Il risultato finale, a contabilità chiusa, è migliorato ancora – ha chiosato Ferraris – andando verso un complessivo disavanzo 2012 di 3 milioni”. Nonostante questo disavanzo minore (-3) sia il risultato di uscite maggiori, con circa 8 milioni di euro in più. Come è possibile? Perchè queste maggiori uscite si collegano in realtà alla partita della “gestione dei residui – attivi e passivi – con l'Osl”: 5 milioni di euro, perchè erano maggiori i residui attivi. Quindi 8 milioni di spese in più, ma 5 milioni in meno, in qualità di trasferimenti all'ente, per una differenza di soli 3 milioni.

Che si devono – conti alla mano – andare a sottrarre dai 12 milioni iniziali previsti come disavanzo: “i 9 milioni di differenza li andiamo a mettere nel fondo svalutazione, sommandoli ai già presenti 16 milioni del fondo svalutazione, per un totale di 25 milioni”. Ne mancano solo 7
per arrivare al saldo dei 32 milioni della massa passiva. Quattro milioni sono quelli “risparmiati” dalle minori spese dell'anno 2013: 25+ 4, si arriva a 29 milioni a fronte dei 32 come posta in entrata. E qui arriva il vero “punto di soddisfazione” e di “successo di una comunità” come lo ha chiamato l'assessore al Bilancio, richiamando come tutto questo lavoro non sia opera di pochi o di singoli, ma sia “di tutta la città”: perché quello che ancora avanza per azzerare entrate e uscite arriva dagli 8 milioni di maggiori entrate che non erano state inserite nel bilancio 2013 della prima versione.

Si tratta di “entrate straordinarie” che dipendono da tutta una serie di condizioni e di scelte fatte: “quali sono?” chiede il capogruppo della Federazione della Sinistra Ciro Fiorentino.
In parte si tratta di accertamenti che non si potevano prevedere ad ottobre (come la mini- Imu solo per fare l'esempio citato dal ragioniere capo Antonello Paolo Zaccone), ma altre sono scelte di drastica riduzione di spesa, come ha spiegato elencandone alcune l'assessore al Bilancio. “Indennità del Consiglio comunale, diminuzione spese per sindaco e giunta, ma anche un azzeramento degli incarichi e delle consulenze; ad incidere anche il servizio mensa per dipendenti comunali, ovvero il taglio dei buoni pasto nel 2013 (400-500 mila euro). Servi provveditorato e spese per energia elettrica e altre utenze,anche queste ridotte, dimezzate. Poi la lotta biologica alle zanzare, azzerata e le spese del personale che si stanno assestando sui 24 milioni”. Insomma dai 104 milioni di spesa corrente dell'anno 2011, si è passati nel 2013 a 88 milioni.

“Inutile negare - ha aggiunto Ferraris - che tanta differenza la fanno anche le 'emergenze': a parte il maltempo di Santo Stefano, non ci si è dovuti confrontare con situazioni gravi, che incidono anche sul bilancio”.  Dal consigliere Domenico Di Filippo del Movimento 5 stelle perplessità, e anche piccola soddisfazione nel constatare che era come “noi abbiamo sempre detto, ovvero che 32 milioni erano sia in entrata che in uscita”. I dubbi del presidente della commissione, Giovanni Barosini (Udc), è invece sulla procedura, sui tempi sia del documento, che della sua illustrazione, votazione in Consiglio e consegna al Ministero (che sono però stati sfatati dalla dottoressa Bocchio, vice segretario generale). Completamente assenti i rappresentanti del Popolo della Libertà.
Ad appoggiare invece “l'ottimismo” dell'assessore al Bilancio è il rappresentante del Pd, Fabio Camillo: “abbiamo un equilibrio finanziario vero sul 2013....e allo stesso tempo quei servizi che non sono considerati per legge essenziali, ancora aperti!”.  Tra ottimismo e prudenza....si vedrà che ne sarà di questa Ipotesi di Bilancio e quindi anche di questo governo della città.
30/01/2014

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