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Alessandria

Bike Patrol: più di 1200 km percorsi per i vigili in bicicletta

A fine 2017 sono stati oltre 1200 i chilometri percorsi, con una media di 2 ore e mezza di pedalata sulle 6 ore di turno. Un ruolo di "polizia di prossimità" presente e veloce negli interventi: questo è il progetto nato da Mauro di Gregorio, della Polizia Municipale di Alessandria. "Non sarebbe male implementare il servizio, ma mancano i numeri....il personale" sono le parole del comandante vicario Bassani
 ALESSANDRIA - Non c'è solo la figura giocattolo dei Lego del “vigile in bicicletta”, ma ad Alessandria ce ne sono ben due di agenti, in carne ed ossa, sulle due ruote. Tutto è iniziato a giugno 2017 con il progetto dell'Accademia Italiana Pattuglie in bicicletta, grazie ad un project work di un master di I livello del “padre dell'idea”, l'agente della Polizia Municipale di Alessandria, Mauro di Gregorio. Il bilancio di questi primi sei mesi di attività è di oltre 1200 chilometri percorsi e una media di due ore e mezza di pedalata per turno (che è di 6 ore). Di Gregorio e il collega Alberto Stoppino, in sella alle due ruote non li ferma nemmeno il freddo dell'inverno alessandrino: “l'attività è rallentata a novembre in attesa di avere le divise invernali, per poi riprendere a pieno ritmo”. I giusti indumenti termici, scarpe adeguate....ma non manca la tecnologia a fare da supporto ad un servizio di sicurezza come quello fornito dal bike patrol. Così le due pattuglie velo montate sono dotate di “body cam” per poter fare le riprese in caso si supporto in un intervento come un incidente, di tablet (con tanto di caricabatterie) e anche di un interfono che permette ai due agenti della Municipale in sella alla bici di poter comunicare facilmente tra loro, senza distrazioni e senza dover staccare le mani dal mezzo.

Un servizio apprezzato in città, proprio per il ruolo che ricoprono, quello di “polizia di prossimità” a stretto contatto con la popolazione: “la gente ormai ci riconosce e i nostri interventi spaziano dalle semplici informazioni al cittadino, all'intervento sul luogo di un incidente per la rapidità con cui arriviamo, fino al controllo del territorio cittadino a prevenzione e contrasto dell'accattonaggio e dell'abusivismo”. E' la loro “peculiarità” la loro forza – come ha voluto sottolineare il comandante vicario della Municipale Alberto Bassani – Determinata dalla rapidità dello spostamento, ma anche dal fatto che spesso chi sta commettendo l'infrazione o il reato non se ne accorge della loro presenza e del loro arrivo, non essendo in auto, ma in bici”. Non sarebbe male implementare il servizio, “ma i conti sono sempre da fare con i numeri, ovvero con il poco personale a disposizione”. E in più che ha una media di età degli agenti sulla “sessantina”: infatti il lavoro di sicurezza in bicicletta non significa solo “pedalare”. Intanto serve una certa preparazione fisica, perché serve allenamento. E poi una vera e propria formazione: oltre alle tecniche operative e ad alcune accortezze per la sicurezza e per l'uso dell'arma (se necessario) sulle due ruote, c'è anche da imparare la manutenzione ordinaria del proprio mezzo, la bicicletta. Che si fa da sé.

Proprio per l'originalità, la particolarità e l'efficacia del loro lavoro, le pattuglie velo montate alessandrine hanno preso un premio, una menzione speciale in materia di sicurezza sulle due ruote al CosmoBike di Verona che ha riconosciuto questo progetto di “sicurezza ciclistica per la polizia”. Ad oggi due sono gli agenti in città ( e altri a Vercelli e Candiolo) ma il futuro guarda ad “esportare” un modello che funziona anche fuori dai confini locali: in ballo c'è il dialogo con Arona (in provincia di Novara), che sta valutando le potenzialità di questo servizio per farlo proprio magari già nella prossima primavera-estate. E per oggi il Piemonte, poi domani chissà...altre regioni, altre realtà....insomma un “work in progress”, ma rigorosamente “on bike”.
11/01/2018

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