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Alessandria

Bellavita, niente cassa integrazione, dipendenti disoccupati senza alternativa

Niente cassa integrazione in deroga per i dipendenti del centro benessere Bellavita. La società che lo gestiva ha dichiarato fallimento ma per "mancanza di un interlocutore" sfuma la possibilità di accedere agli ammortizzatori sociali. Che fine farà la struttura?
ALESSANDRIA - Sfuma la possibilità di ricorrere all'istituto della cassa integrazione in deroga per i dipendenti del centro benessere Bellavita che a fine gennaio ha dichiarato fallimento. La mancanza di un interlocutore persso la Regione, sostengono i sindacati, ha portato al naufragio del tentativo. Si apre ora il percoso del fallimento vero eproprio, in cui i dipendenti cercheranno di ottenere le spettanze pregresse. 
Il risultato deludente arriva dopo un incontro, a Reggio Emilia, tra i rappresentanti dei lavoratori e la curatrice fallimentare, nominata dal tribunale. Oltre al futuro dei dipendenti, preoccupa anche quello della struttura, destinata ad essere abbandonata se non si troverà un nuovo acquirente. 
Questo è quanto comunicano Cgil e Uil, che hanno seguito la vertenza dal punto di vista sindacale: 
Nonostante i più svariati tentativi di chi scrive questo comunicato di ricercare soluzioni per fare in modo di non spegnere le speranze e di tenere i lavoratori attaccati all’azienda, oggi dobbiamo purtroppo percorrere una strada diversa e più dolorosa.
La mancanza di formali trattative in atto con chicchessia hanno determinato l’impossibilità di accedere alla Cassa Integrazione Guadagni in deroga. I tentavi fatti con l’amministrazione comunale alessandrina alla ricerca di soluzioni possibili, pur con l’apprezzabile impegno di tutti, non hanno condotto ad un risultato positivo come speravamo. Di tutte le manifestazioni di interesse degli ultimi mesi oggi non rimane traccia alcuna.
La Wellness Age Srl è fallita. La curatrice nominata dal tribunale di Reggio Emilia è già al lavoro . Il giorno 22 febbraio a Reggio Emilia abbiamo incontrato la curatrice per decidere il da farsi. Il suo annuncio è stato per noi una condanna senza possibilità di appello. Si va alla cessazione dell’attività come dei rapporti di lavoro. I lavoratori, grazie anche agli interventi da noi messi in atto nei mesi precedenti, saranno retribuiti fino al 19/01/2016, ultimo giorno dell’azienda in bonis prima della dichiarazione di fallimento da parte del tribunale. Il restante periodo sino all’odierna data è sottoposto alle more della legge fallimentare. Fine della partita.
Ora, oltre a continuare nella tutela dei lavoratori nel percorso che porta alla disoccupazione e al recupero delle spettanze, non resta che chiederci cosa sarà dell’intera struttura. Come già detto in passato, il centro benessere formato da piscine, palestra e beauty era la vera attrazione del centro. Venendo meno questa importante e strategica parte dell’attività, il centro perde di attrattiva. È innegabile. Dobbiamo aspettarci una lenta ed inesorabile agonia?
È con immensa delusione che ci troviamo a scrivere queste meste righe. Avremmo voluto ben altro per il futuro di quei lavoratori e di quella struttura. Aver fatto tutto ciò che fosse possibile in una situazione simile non ci consola affatto.
29/02/2016

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