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Alessandria

“Aria quasi irrespirabile e immobilismo della Giunta": che fine hanno fatto i piani della Mobilità e del Traffico?

A chiederlo all'amministrazione comunale sono i due gruppi consiliari del Pd e Lista Rossa per mezzo di una mozione che chiede di "intervenire, modificare e approvare entro il 30 aprile 2018 sia il Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU) che il Piano di Mobilità Urbana Sostenibile (PUMS)"
 ALESSANDRIA - “Aria quasi irrespirabile e totale immobilismo della Giunta”. Queste le motivazioni alla base della presentazione di una mozione da parte del gruppo consiliare del Partito Democratico e Lista Rossa per “intervenire, modificare e approvare entro il 30 aprile 2018 sia il Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU) che il Piano di Mobilità Urbana Sostenibile (PUMS)”.

Questa è infatti la richiesta alla base della mozione che l'opposizione chiede a sindaco e giunta: “aprire una seconda fase di consultazione dell’aggiornamento del Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU) e del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) redatto dalla Società incaricata TRT Trasporti e Territorio srl. Dare massima diffusione a tutta la documentazione relativa all’aggiornamento del Piano Generale del Traffico Urbano e del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile e presentare le eventuali osservazioni al Consiglio Comunale che delibererà sul loro accoglimento o rigetto e procederà all’approvazione definitiva dei Piani entro e non oltre il 30 aprile 2018. Inoltre chiedere al Segretario generale di avvalersi di un gruppo di lavoro comunale intersettoriale (era già stato costituito con delibera G.C. n° 65 del 22.03.2017) finalizzato ad assicurare lo svolgimento di tutte le attività propedeutiche alla nuova fase di consultazione e di redazione degli atti conseguenti fino alla presentazione del testo definitivo”.

In sostanza far ripartire quello che ad oggi è rimasto fermo e bloccato e che riguarda la mobilità urbana e anche – di conseguenza – la possibilità di attuare iniziative per un miglioramento dell'inquinamento atmosferico di più ampio respiro e continuative e non solo le “chiusure” nei pochi giorni di “semaforo arancione”.

Le premesse dei gruppi consiliari sono sulla natura di questi piani, “finalizzati ad ottenere il miglioramento delle condizioni di circolazione e della sicurezza stradale, la riduzione degli inquinamenti acustico ed atmosferico ed il risparmio energetico, in accordo con gli strumenti urbanistici vigenti e con i piani di trasporto e nel rispetto dei valori ambientali, stabilendo le priorità e i tempi di attuazione degli interventi. Il piano urbano del traffico prevede il ricorso ad adeguati sistemi tecnologici, su base informatica di regolamentazione e controllo del traffico, nonché di verifica del rallentamento della velocità e di dissuasione della sosta, al fine anche di consentire modifiche ai flussi della circolazione stradale che si rendano necessarie in relazione agli obiettivi da perseguire”. Due piani che hanno le “fondamenta” già in una deliberazione della giunta comunale di Rita Rossa del 2014 che approvava il documento contenente indirizzi a supporto della redazione del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, avviando le procedure per la redazione contestuale dell’aggiornamento del PGTU e la redazione del PUMS, allo scopo di inquadrare le misure di più breve periodo (orizzonte biennale) tipiche del PGTU all’interno di una visione più strategica e di medio-lungo periodo proprie del PUMS. Le nuove ipotesi progettuali erano state definite nel programma regionale (con utilizzo di fondi dalla Regione Piemonte) “Programma Attuativo Regionale PAR FSC 2007- 2013 - Asse III Riqualificazione Territoriale - Linea d’azione "Asse III.I – Programmi Territoriali Integrati" - PTI della Piana alessandrina - Interventi previsti nel Comune di Alessandria”, approvate dalla stessa giunta di Chiamparino. E nel 2015 il servizio Mobilità avviava il procedimento di gara pubblica per l’affidamento della redazione del PUMS e aggiornamento del PGTU che si concludeva con l’aggiudicazione definitiva alla società T.R.T. srl nel gennaio 2016.

Il gruppo Pd e Lista Rossa ricordano anche che “nel periodo giugno-dicembre 2016 si è sviluppata la stesura della prima proposta di Piano da parte della Società T.R,T. sulla base delle indicazioni strategiche fornite dall’Amministrazione ed in stretto raccordo con gli uffici competenti. E che nei mesi di gennaio e di febbraio 2017 sono stati recepiti i contributi tecnici da parte di ARPA Piemonte, ASL Alessandria, Regione Piemonte, Provincia di Alessandria sulla prima bozza di Piano redatta dalla società TRT”. Erano state date anche prescrizioni precise, che fanno riferimento “alla costituzione di un gruppo di lavoro comunale costituito da diversi servizi /uffici, appositamente individuati poiché competenti per le attività di programmazione e/o attuative interconnesse con gli strumenti di pianificazione in oggetto” e inoltre “al controllo con cadenza almeno annuale, del livello di attuazione degli interventi e il grado di raggiungimento degli obiettivi previsti dal P.U.M.S. / P.G.T.U.”. Inoltre che i “rilievi di traffico previsti dal Piano di monitoraggio con cadenza biennale, oltre che replicare laddove possibile gli stessi punti di rilievo della campagna di indagine condotta nel 2016, devono focalizzarsi sui nodi di viabilità maggiormente interessati dagli interventi di riclassificazione della rete stradale e di regolamentazione degli accessi al centro storico (es. nodi di collegamento tra gli “Spalti” e la viabilità di accesso al centro storico), al fine di misurare l’effettiva modalità di ridistribuzione dei flussi di traffico rispetto alle previsioni. Gli interventi relativi alla ciclabilità devono essere funzionali al collegamento tra i diversi punti attrattori della città. Gli interventi sulla mobilità elettrica devono essere raccordati e coordinati con le iniziative già attivate da Regione relativamente a tale tematica, al fine di evitare sovrapposizioni e sprechi di risorse. Nel caso in cui si preveda la realizzazione di nuove opere infrastrutturali e/o viabilistiche, dovranno essere analizzate le ricadute ambientali alla opportuna scala di dettaglio, con particolare riferimento ai temi paesaggio, risorse idriche e gestione dei rifiuti”.
6/02/2018

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