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Alessandria

Amag Ambiente: quasi fatta per Amiu. Atteso l'accordo con sindacati

L'acquisizione della "fallita" Amiu da parte di Amag Ambiente è quasi fatta. Dopo l'annuncio del sindaco, sono i vertici dell'azienda a dare informazioni sui prossimi passi. Mercoledì 3 dicembre è attesa la trattativa sindacale per le garanzie occupazionali e contrattuali dei 192 dipendenti dell'ormai ex Amiu
 ALESSANDRIA - “Ormai è quasi fatta”. Così ha esordito il presidente del gruppo Amag, Stefano De Capitani annunciando l'esito positivo dell'aggiudicazione provvisoria dell'Amiu, azienda di raccolta rifiuti alessandrina. Quasi fatta perchè mancano ancora due passaggi prima della definitiva trasformazione della fallita azienda nella nuova Amag Ambiente. Da un lato i 10 giorni che devono decorrere per legge per eventuali terzi che volessero fare nuove offerte di acquisto a rialzo del 10%. Dall'altro l'accordo e la trattativa con le parti sindacali per i lavoratori di Amiu e per il il loro contratto. “Arriveremo mercoledì 3 dicembre con un si alla richiesta di mantenere il contratto Federambiente, oltre che il posto del 100% dei dipendenti” hanno confermato De Capitani e l'amministratore delegato Mauro Bressan.

Come è composto questo nuovo braccio di Amag, Amag Ambiente che ha fatto l'unica offerta pervenuta al giudice fallimentare? Per l'80% da Amag Spa e per il restante 20% dal Consorzio di Bacino alessandrino”. Con questa partecipazione il consorzio potrà prendere parte e dettare alcune importanti linee guida di questa nuova strada di investimento, ovvero la filiera dei rifiuti. L'offerta avanzata è stata di 3 milioni 600 mila euro: 1 milione 650 mila come prezzo, da pagare subito e il restante a copertura del Tfr di tutti i dipendenti. 192 lavoratori che “transiteranno” nella nuova società con continuità, senza cioè uscita e nuovo ingresso. Una trattativa “non nel significato negativo” - precisa il presidente – con le parti sindacali: “spero che tutti si sia consapevoli che questa operazione rappresenta la svolta. Anche per i dipendenti di Amiu”. D'altro canto però De Capitani non nega la necessità di trovare “un recupero dell'efficienza”, migliorando i servizi, ammodernando i mezzi e la strumentazione. Che significa crescita percentuale anche nella raccolta differenziata. “La speranza è che prima di Natale, già intorno al 20 dicembre, Amiu non esisterà più e il servizio sarà svolto da Amag Ambiente”.

Ecco quindi quali sono i primi passaggi chiave secondo l'ad Bressan, che sono poi parte concreta del Piano industriale di Amag Ambiente: “intanto servono degli investimenti per portare in buone condizioni l'azienda”. Stiamo parlando di 2 milioni 800 mila euro di investimento su mezzi, bidoni, isole ecologiche, ma anche lavaggio mezzi, spogliatoi. E qui si inserisce la soddisfazione per l'apertura ottenuta dagli istituti di credito: 2 milioni e mezzo da Unicredit e altrettanti da Bpm, con un tempo di 6 anni per rientrare e raggiungere il pareggio. Dopo gli investimenti iniziali che per i vertici dell'azienda Amag e per il neo presidente di Amag Ambiente Claudio Perissinotto significano anche un “ripensamento” della raccolta differenziata, “con una modalità meglio calibrata sulla nostra città, focalizzandosi su determinate zone e anche su determinati rifiuti”, ci sarà invece la parte di “riorganizzazione” con un recupero anche economico. “Una gestione rinnovata che prevede anche la ripresa di tutta una serie di attività come la pulizia delle fosse biologiche e delle caditoie”. Oltre al liquido che entra dalla Tari (ex Tia), la tassa rifiuti che ammonta a circa 11 milioni 700 mila euro che il Comune deve versare (“e che non è stata aumentata”, ci tiene a precisare Bressan). Ultimo step del piano industriale è invece una politica di “sviluppo”, con la verticalizzazione del ciclo rifiuti, ovvero con l'unione di raccolta, smaltimento e in sinergia con un altro settore sotto l'ala di Amag, quello del depuratore. Già nei prossimi giorni ci sarà l'incontro con Amv di Valenza e con l'Aral per “omogenizzare” tutta la filiera. Entro il 2017 – proprio su questa materia – sarà prevista la conclusione del progetto che interessa Spinetta Marengo: “nuovo metodo di depurazione con parte della tubazione già messa in posa”.

“La volontà è quella di far tornare Amag Ambiente un “fiore all'occhiello” come era la stessa Amiu negli anni '80” ha spiegato Perissinotto. Anche perché il quadro rappresentato da Bressan sulla condizione di oggi, non è dei più favorevoli: i cittadini non sono aumentati, ma il costo e il peso di raccolta e smaltimento sì. “E' salito – dai 15 milioni del 2006 – a 20 milioni e la percentuale di raccolta differenziata è solo al 50%”. Per essere un'azienda importante, di rilievo e di peso, non servono le “dimensioni”, ma serve “essere un'azienda sana” e appetibile. Tutto questo per poi cedere tutto? E' la domanda che è stata rivolta, secondo quelle che sono le linee prese anche dal Consiglio comunale alessandrino. “Noi – ha subito risposto De Capitani – non abbiamo avuto mandato di vendere Amag a nessuno. Se l'azienda è forte e fa investimenti, può anche stare in piedi da sola”.
29/11/2014

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