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Cinema

Al via la rassegna cinematografica con “Verso il Kurdistan”

Al Cinema Macallé dal 1° aprile “Kurdistan e Medio oriente al cinema: dall’altra parte del mare”. Primo appuntamento con “Muffa” di Ali Aydin
ALESSANDRIA - Sta per prendere il via la 15a edizione della rassegna cinematografica proposta dall’associazione di volontariato Verso il Kurdistan onlus di Alessandria. In programma, quest’anno, per Kurdistan e Medio oriente al cinema: dall’altra parte del mare ci sono 10 proiezioni per 5 film. Il primo appuntamento è per martedì 1° aprile e in replica mercoledì 2 aprile con Muffa di Ali Aydin (Germania – Turchia 2012). Martedì 8 aprile e in replica mercoledì 9 aprile si potrà vedere The Gatekeepers di Dror Moreh (Israele 2012). La terza proiezione sarà martedì 15 e in replica mercoledì 16 aprile con 14 chilometri di Gerardo Olivares (Spagna 2008). Martedì 22 aprile e mercoledì 23 verrà proiettato Sotto le rovine del Buddha di Hana Makhmalbaf (Iran 2007) La rassegna si chiuderà con Border di Alessio Cremonini (Italia 2013) in programmazione martedì 29 e mercoledì 30 aprile.

L’iniziativa è realizzata con il supporto del Csva. Le proiezioni sono al Cinema Macallé di Castelceriolo: spettacolo unico alle 21.30. L’ingresso prevede un’offerta minima di 5 euro.
Muffa di Ali Aydin, con Ercan Kasal, Muhammet Uzuner
Germania - Turchia 2012

Muffa, quella patina sottile e implacabile che divora lentamente le cose e i luoghi sgretolandoli e risucchiandoli in un'invisibilità. Ed è lungo i contorni di questa "invisibilità" che Alì Aydin costruisce il suo film, premio De Laurentis per la migliore opera prima alla Mostra di Venezia 2013. Un film duro e dichiaratamente politico. Basri è un guardiano di binari. L'uomo, ormai anziano, percorre ogni giorno decine di chilometri lungo la vecchia ferrovia periferica in Anatolia, solitario e silenzioso, costretto a subire le minacce di un collega più giovane ed arrogante. E, soprattutto, i controlli della polizia che gli arriva in casa con puntuale tracotanza.
Il figlio di Basri è scomparso diciotto anni prima, era un militante nell'opposizione al governo turco, lo hanno arrestato ad Istanbul durante una manifestazione, senza dare alcuna spiegazione. Di lui, Basri non ha saputo più nulla, la moglie è morta dopo qualche anno per il dolore, mentre Basri continua da allora a scrivere lettere al Ministero dell'Interno e al Questore. Per questo, lo hanno spesso arrestato, torturato e messo ai margini lasciando che il silenzio, come appunto una sorta di muffa, ricopra la sua rivendicazione. Un giorno arriva un nuovo questore, che colpito dall'uomo e da questa sua disperata resistenza, decide di rivelargli la verità.
31/03/2014

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