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Alessandria

Aias: terminato il progetto “Dire, Fare, Comunicare”

L’intervento di Comunicazione Aumentativa Alternativa ha avuto lo scopo di promuovere e valorizzare le abilità comunicative e supportare la comunicazione naturale delle persone disabili di grado medio-grave, fornendo soluzioni che hanno facilitato da subito l’interazione fra l’utente e il suo ambiente di vita
ALESSANDRIA - Aias vive di progetti: nel mese di luglio è terminato Dire, Fare, Comunicare, coofinanziato dalla Fondazione Cral di Alessandria. L’intervento di Comunicazione Aumentativa Alternativa ha avuto lo scopo di promuovere, valorizzare le abilità comunicative e supportare la comunicazione naturale delle persone disabili di grado medio-grave, fornendo soluzioni che hanno facilitato da subito l’interazione fra l’utente e il suo ambiente di vita. Le limitazioni gravi alla comunicazione orale ostacolano in modo evidente gli scambi interpersonali e riducono la possibilità di partecipazione sociale, generando processi di emarginazione relazionale e frustrazione della persona.

Durante la prima fase del progetto, l’equipe educativa dell’Aias, sotto la guida dell’educatore professionale D.R., ha avviato il lavoro di assestment, con lo scopo di predisporre un processo di analisi e valutazione delle competenze linguistiche e comunicative degli ospiti interessati, finalizzate all’individuazione dei destinatari dell’intervento. I partecipanti, individuati fra i frequentanti del Centro Diurno e identificati in base alle proprie capacità personali, hanno aderito alla realizzazione di un laboratorio sulla comunicazione e hanno ricevuto una specifica formazione sull’utilizzo degli strumenti di base della Comunicazione Aumentativa e Alternativa volto a favorire l’utilizzo di diverse forme comunicative. In particolare i soggetti destinatari del progetto hanno avuto modo di mettere a punto il proprio passaporto personale e le tabelle comunicative che costituiscono per le persone con difficoltà di espressione, lo strumento minimo necessario per utilizzare una forma comunicativa insolita ma efficace.

Conclusa la prima fase del progetto, l’equipe ha proseguito il proprio lavoro, mirando a soddisfare più nel dettaglio le esigenze e i bisogni di ogni singolo ospite, attraverso la realizzazione di tabelle comunicative personalizzate e mettendo a disposizione dei partecipanti strumenti tecnologicamente evoluti (Tablet) e idonei software (App) specificamente sviluppati, per sperimentare in modo pratico l'utilizzo della Comunicazione Aumentativa Alternativa, nella normale vita quotidiana (ad esempio andare a fare la spesa, esprimere bisogni, malesseri, necessità). L’uso della Comunicazione Aumentativa Alternativa, ha favorito un miglioramento nelle aree dell’abilità cognitiva,relazionale, emotiva e dell’autonomia, oltre che una riduzione dei comportamenti problema.

I volontari, che sono stati coinvolti in modo significativo, hanno avuto un ruolo chiave durante tutte le varie fasi del progetto, ad integrazione dell’attività e con mansioni di supporto agli operatori per la conduzione del laboratorio di comunicazione. Indipendentemente però dalla mansione assegnata loro, i volontari, risultano essere sempre un valore aggiunto grazie alla qualità dell’opera prestata, all’entusiasmo speso, alla partecipazione ed alle relazioni personali che instaurano con i ragazzi.

Grazie alla realizzazione del progetto, è stato inoltre possibile constatare un sensibile aumento della soddisfazione professionale da parte degli operatori coinvolti, poiché hanno potuto beneficiare di strumenti idonei ed intuitivi proiettando l’intervento sull’ospite in un contesto di vita perfettamente allineato ai nostri giorni, oltre ad aver consentito nell’ambito lavorativo un grande coinvolgimento emotivo.  I familiari degli utenti coinvolti, inoltre, sono stati stimolati a prendere coscienza delle possibilità dei propri figli, ottenendo un miglioramento della condizione psicofisica (sia nella sfera dell’autostima che della salute)

Il modello organizzativo proposto, partendo da una risposta concreta al bisogno di stimolare efficacemente la comunicazione nelle persone con difficoltà di espressione, di aumentare l’inclusione sociale, la creazione di nuove relazioni, l’autostima e le competenze di alcune categorie di cittadini disabili e normodotati in situazioni di difficoltà, arriva a ridurre anche il fenomeno dell’emarginazione sociale. Tale intervento, ha favorito l’innesco di processi di integrazione e socializzazione, creando legami tra le persone e collaborazioni con altre realtà e trasmettendo il significato della solidarietà sociale.

Il progetto può essere considerato replicabile o autoreplicabile, poiché le risorse messe in campo non si esauriscono contestualmente alla realizzazione del progetto, perché gli effetti di quanto appreso dagli ospiti, continuerà a generare benefici purché tale pratica sia continuamente stimolata e favorita da continui interventi volti al soddisfacimento di nuovi bisogni dell’ospite.
13/09/2017

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