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Alessandria

Il ricordo del bombardamento del 5 aprile 1945

Martedì 4 aprile un incontro con studenti e insegnanti della scuola media Vivaldi. Martedì 5 in Cattedrale la messa in suffragio
ALESSANDRIA - In occasione del 72° anniversario del bombardamento che, nelle ultime settimane del Secondo Conflitto mondiale, ha colpito la città di Alessandria il 5 aprile 1945, causando tra i civili 160 morti e più di 600 feriti, martedì 4 aprile alle 10 si terrà un incontro con gli studenti e le professoresse delle terze classi della Scuola Media Vivaldi di via Parma. Vista la prossimità della scuola con l’Istituto Maria Ausiliatrice di via Gagliaudo sarà ricordato il doloroso episodio che costò la vita a 41 persone, tra le quali 28 bambini e numerose suore dell’Istituto. Nell’incontro, al quale parteciperà l’assessore comunale Maria Teresa Gotta e il Presidente della Commissione Cultura Renzo Penna, gli studenti leggeranno e commenteranno brani e testimonianze tratte dal libro, promosso dall’Amministrazione Comunale di Alessandria Vittime Dimenticate – Testimonianze dei bombardamenti anglo-americani (1940-1945).

Martedi 5 aprile alle 18 in Cattedrale sarà celebrata la messa in suffragio e ricordo del tragico bombardamento avvenuto sulla città.

Mancavano 20 giorni alla liberazione dell’Italia dall’occupazione tedesca, 23 alla fine di Mussolini e 24 alla definitiva resa delle truppe germaniche in Italia quando, il pomeriggio del 5 aprile 1945, Alessandria fu colpita da un feroce e brutale bombardamento angloamericano che causò la morte di 160 persone quasi tutte civili. Tra essi, 40 tra bambini e suore dell’asilo di via Gagliaudo. Il ricordo di suor Nella racconta la fine dei bambini sepolti dal crollo dell’asilo di via Gagliaudo di Alessandria: “ero novizia, avevo vent’anni, sono rimasta in cima alle scale a contare gli aerei che passavano: 'uno, due, tre...'. Poi all’improvviso è successo... Dopo, ero sepolta tra le macerie, sporgeva solo un braccio. Sentivo le grida dei bambini, i soccorritori che urlavano 'state tranquilli, veniamo a prendervi'. Poi le voci dei bimbi si sono fatte sempre più deboli e alla fine sono cessate”.
30/03/2017

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