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Provincia

Piano di abbattimento dei caprioli, avanti tutta

Riunione in Provincia, in presenza dell'assessore regionale Giorgio Ferrero, per illustrare il piano di abbattimento di mille caprioli. Secondo gli agricoltori, la presenza di ungulati "è una vera e propria emergenza". L'ultima parola spetta all'Ispra
PROVINCIA - Nessun passo indietro. Si va avanti, casomai, sul piano di abbattimento straordinario di mille caprioli proposto dalla provincia di Alessandria e in fase di studio da parte dell'Ispra, istituto per la Protezione e RIcerca dell'Ambiente. 
Ieri il presidente della Provincia Gianfranco Baldi ha riunito un po' tutti, dagli agricoltori agli amministratori, compreso l'assessore regionale Giogio Ferrero.
"E' stata una riunione interlocutoria – spiega Baldi – che ha avuto il merito di mettere ad uno stesso tavolo, per la prima volta, tutti gli attori". 
"C'è l'impegno di tutti – prosegue il Presidente – ad esaminare tutte le problematiche sul campo, da quelle del mondo agricolo, a quelle della caccia. Ci auguriamo che i tempi siano rapidi, ma nel rispetto delle leggi. Ci sarà, poi, tutto il tempo anche per le osservazioni". 
Il primo passo è proprio quello di fare una mappatura precisa del territorio, per individuare le aree più problematiche". Gli amministratori vorrebbero premere sull'acceleratore. "Ogni due giorni si registra un incidente automobilistico causato dai capriolo. Sta diventando anche una questione di incolumità e sicurezza stradal", fa presente Baldi. 
Per gli agricoltori, "Ormai è una vera e propria emergenza. Decidere le modalità per intervenire non spetta a noi, ma resta il fatto che il problema va risolto".

Il piano ha però sollevato le proteste degli ambientalisti, che hanno organizzato anche una raccolta firme tramite il sito www.change.org. Oltre 68 mila le persone che hanno raccolto l'appello promosso dall'associazione Rifugio Miletta. Ma sul fronte alessandrino, amministratori ed agricoltori hanno di fatto già deciso per l'abbattimento.

Gli agricoltori, dal canto loro, la posizione l'hanno chiarita da mesi, quando avevano organizzato una raccolta firme e chiesto di incontrare il Prefetto. "Ci sono aziende – spiega Luca Brondelli, presidente di Confagricoltura – che hanno subito danni pesantissimi a causa degli ungulati e ora si trovano a dover decidere se mettere a cultura i campi e le vigne oppure lasciare perdere". I tempi dell'approvazione del piano non sono noti ma, se venisse approvato, potrebbe essere reso esecutivo anche in periodo di caccia chiusa.
21/11/2017

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